Ho dei gusti semplicissimi; mi accontento sempre del meglio. Sferzante e ironico, Oscar Wilde. Questa massima dello scrittore irlandese ben s’addice alla gastronomia della Campania.  Dove la ristorazione è un settore in forte crescita, conosciuta in tutto il mondo. Grazia alla semplicità del buon cibo: rientra nelle cose fondamentali nella nostra vita quotidiana, come l’aria che respiriamo.chef
 I sapori della nostra terra e i suoi prodotti  sono coccolati con la stessa delicatezza con cui ci si avvicina a un dipinto e conservano le nostre radici, un trionfo romantico che racconta il territorio.
Da qui parte la storia di Luca e Rossella Costagliola con lo chef Luigi Costigliola che propongono la loro dedizione  in un libro di passione  Hosteria bugiarda: potete viverlo, leggerlo, scoprirlo a Bacoli in Via delle Terme romane.
 E’ la storia di ragazzi che hanno deciso di puntare a un modello originale della ristorazione, mantenendo viva la tradizione di un tempo. Innanzitutto il nome: Hosteria Bugiarda. Rimanda alla tradizione, alle origini. L’aggettivo allude al futuro e all’innovazione. Bugiarda perché unisce il passato al diverso e la verità è nel mezzo.

 Quando si arriva si percepisce subito di avere a che fare con una realtà particolare: il locale è interamente realizzato dallo studio tecnico Manuarino Architettura e Design e si trova a due passi dalle terme di Baia, nella sezione bassa di un edificio dalle origini secolari, in parte seminterrato, ma meravigliose volte a botte con conci di tufo a vista.

 Il menù segue  il corso le stagioni: da pochi giorni è stato lanciato quello autunnale.
Tutto rigorosamente artigianale, pane, taralli crissini, ogni elemento segue le interpretazioni dello Chef.
I piatti sono creazioni di amore unito all’esperienza di Luigi Costigliola. Lo chef realizza i suoi piatti  armonizzando le abitudini dei Campi Flegrei con quelle della Sicilia da dove  proviene sua moglie. Pane e panella, per esempio, è una specialità siciliana, semplice ma vestita di nuovo.
Anche per l’autunno la cucina flegrea domina e si esprime nel percorso bugiardo per cinque o per sette portate. Tra gli antipasti di questo periodo, cavallo di battaglia, presente in tutti i menù,  pasta e patate bugiarda. Quattro tipologie di patate differenti in quattro consistenze diverse: patata novella, patata viola, patata olandese e patata matura e in aggiunta la provola in fase di mantecatura.
L’impiattamento è a regola d’arte, sembra quasi che le patate danzino nel piatto formando un intreccio perfetto con un vortice al centro, un nido che chiede di essere esplorato e assaporato. Il polipo a casa nostra croccante si adagia su un passato di cicerchie, con cannellino: un punto di acidità in più rispetto al piennolo, il polpo è locale, decorato da germogli di crescione. Tacos, Comm ‘na pizz ‘e scarola: farina di mais, scottato in padella, noci, uvetta, acciughe, olive nere e verdi, fiordilatte di Agerola.
Tra i primi da scegliere: “ il bottone alla genovese”, si consiglia di mangiarlo in un unico boccone, farcito con demi-glace e genovese, all’interno della pasta. La genovese viene cotta per dieci ore.
Non poteva mancare lo gnocco di patate, ripieno di provola, ragù di faraona e fiori di zucca. Lo spaghetto tartufi di mare e friarielli, olio aglio e peperoncino, il pacchero ragù di scorfano” e il risotto in giallo: zafferano, funghi porcini, fonduta di parmigiano. Zafferano di Ischia, i funghi sono campani.
Tra i secondi, invece, il pescato naturalmente del giorno e la cotoletta alla milanese con insalata rinforzata arricchita da olive verdi e acciughe e poi il maialino con spuma di patate e polvere di caffè, la polpetta di salsiccia con fonduta di formaggio erborinato, spinacino e noci tostate.pane
Infine, i dolci un omaggio all’artigianato: la mousse fondente con limone, dessert, limoni del Lago D’Averno, una bruschetta di pan di Spagna e ancora la torta con mela annurca e spuma di cannella.
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In foto, l’hosteria e le sue specialità

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