Indimenticabili dimenticate. Nell’era delle sciantose, tra fine ‘800 e inizio ‘900, le donne la fanno da padrone con le loro belle e particolari voci, portando al successo brani scritti da autori come E. A. Mario, Pisano-Cioffi . Spesso formano un duo o partono per l’America diventando le cantanti degli emigranti, sono, quasi sempre, amiche e complici senza rivalit  e tra di loro, quando si istaura un rapporto, parlano di femminismo e di politica. Tra queste, la soubrette Ria Diana. Come le altre debutta giovanissima – con il suo vero nome Rosa Attanasio ( in seguito adotta il nome d’arte) al teatro Diana nel 1927(Napoli). Complice e ideatrice della sua carriera è la madre , Maria Caruso, nota protagonista del Caf Chantant, che costruisce un repertorio adatto alla figlia per l’inizio della sua carriera.
Una piccola star

Rosa nasce a Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il 21 maggio 1913. Subito contagiata dalla passione per l’arte, tra musica, danza, canto. Ria esprime, infatti, da piccolina la sua spiccata dote di canzonettista con canzoncine allegre e spiritose. Dopo aver capito le qualit  della figlia, Maria Caruso si trasferisce a Napoli dando cos la possibilit  alla figlia di muovere i primi passi nel mondo della musica. Il suo lancio va oltre ogni attesa diventa una delle artiste più richieste dagli impresari nel genere delle macchiette femminili. E Ria assume il nome d’arte dal teatro che l’ha battezzata artista di Caf Chantant, dove si esibisce con un repertorio folk napoletano. Lo scopo è di sostenere da sola un’intera serata concertistica, ci riesce benissimo e da qua la sua escalation. Dopo questo evento, Riaentra a far parte della Compagnia di Rivista dove militano Nino Taranto e Dolores Palumbo e l’anno successivo incontra il principe Antonio De Curtis, in arte Totò.
In duo con la cugina

Nel 1931 entra nella Compagnia Musicale "Cadetti della Canzone" con un ruolo ben preciso, in una posizione tale da navigare verso il successo personale, mentre l’anno dopo riesce ad avere la sua prima importante scrittura il suo nome compare nell’audizione musicale EA Mario del 1932, che scrive per lei ” A canzone d’e tre figliole”, un grande successo. E il poeta scriver  ancora per lei il motivo "L’oro d’e suonne". Poi, con sua cugina Eva Nova forma un duo le “Sister Diana” dove ancora una volta la madre Maria gestisce il tutto , costruendo con grande abilit  un duetto comico-sentimentale, sul balletto folkloristico, sulla fantasia musicale e naturalmente sulle canzoni del repertorio di sciantose. Funziona bene il progetto, Ria alterna le esibizioni con la cugina alle varie Piedigrotte dove interpreta numerosi motivi di E.A. Mario e del collaudato duo d’autori Pisano-Cioffi. Accompagnata dall’Orchestra di Giuseppe Cioffi, Ria incanta il pubblico con la sua grazia e la sua particolare verve che la contraddistingue.
L’incontro con Gilda Mignonette

In questo periodo lancia il motivo "Lauretta Pompapon" del duo Pisano-Cioffi. E avviene l’incontro con Gilda Mignonette. Le due simpatizzano subito, la popolare Gilda aiuta molto la sua amica. Si rincontreranno a New York in occasione di un allestimento dove la Mignonette deve presentare i suoi successi di Piedigrotta le viene proposto il nome di Ria e accetta ben volentieri. Anzi è molto contenta di rivedere l’amica dopo tanto tempo, tra le due si istaura un ottimo rapporto e cos Gilda la coinvolge in altre manifestazioni. Come in quella al teatro Augusteo di Napoli con il seguente cast Gilda Mignonette (Vedette), Rosa Tieri, Duo Bonack, Ria Diana, Duo Francioli, Tina Tarti, Lidia Vivanti, Gianna Italia, Duo Rota, Siria De Menach, Eva Nova, Duo Koren e Lidia Carcas. Uno spettacolo che le ricongiunge hanno tanto da discutere, scambiandosi confidenze e pensieri . Subito dopo saranno a Torre del Greco. Un bel giro nell’enorme automobile della Mignonette, poi si saluteranno e non s’incontreranno mai più.
Matrimonio per procura
Intanto il duo “Sister” si scioglie per cause personali di Ria Diana. Iniziano le difficolt  sentimentali. Ria decider  di lasciare il mondo dello spettacolo per seguire il suo sogno d’amore, il suo fidanzato Edmondo Mele, trasferito in Croazia, a seguito delle Truppe del Banco di Napoli. Vorrebbe stare con lui e cos pensa di sposarsi per procura per raggiungere subito il suo amato nelle terre croate, abbandonando per sempre la sua carriera. Nel 1942 Edmondo viene trasferito in Italia, si sposano in chiesa. Ritornata in patria avrebbe potuto riprendere la carriera, masenza rinnegare niente- si rende conto che per lei è stata solo una magnifica parentesi, una bellissima esperienza e niente più. Ha solo il rimpianto di non aver lasciato nessuna traccia discografica. Il primo marzo del 1998 muore nella sua casetta vomerese.

Nella foto, Napoli agli inizi del secolo scorso quando Ria Diana (nel riquadro) nasce e da piccola comincia gi  la sua carriera