L’accesso alla sede universitaria dal corso Umberto I è chiuso. Si entra da via Mezzocannone. E’ agosto. Non ci sono lezioni. Non ci sono studenti. Il vasto atrio solitario tutto bianco, con il suo stile neorinascimentale, mi si impone per dirmi che mi trovo nell’edificio della laica Università degli Studi più antica del mondo occidentale (1224), quella che fu voluta da Federico II, il re-imperatore normanno-svevo, da cui prende il nome. Qui l’architettura rappresenta l’Istituzione. E io sto per incontrare chi la impersona Gaetano Manfredi, il Magnifico Rettore. Che è anche il Presidente della Conferenza di tutti i Rettori delle Università  italiane. Sono emozionata. Mi viene incontro nel suo studio.
STUDI CLASSICI
Inizio l’intervista «L’ addetta stampa della Federico II, la giornalista Maria Esposito, (una signora molto carina e gentile, che è l presente), mi ha detto che lei è un ingegnere ma ha anche una mentalità  umanistica. Studi classici?». «Ho frequentato il liceo classico, a Nola, al Giosuè Carducci».
I LICEALI DI NOLA
Io ho conosciuto l’ambiente dei liceali di Nola ragazzi svegli, seri, studiosi, non ne ho incontrati di migliori. Ora il Rettore mi sta guardando, uno sguardo attento e interessato. Lo sto guardando anch’io e mi succede una cosa un po’ strana vedo in quel viso di uomo adulto a poco a poco trasparire la fisionomia del ragazzino liceale che è stato un tempo. E mi sembra, per uno improbabile scherzo, di provare per lui quasi una sollecitudine materna e che l’intervista stia diventando un’interrogazione scolastica. E che c’entra con Nola Giosuè Carducci ?, gli domando.
LA VIRTU’ DELLA MODESTIA
«Si era negli anni Trenta, quando questo liceo fu fondato e allora Giosuè Carducci era di moda, era adatto alla temperie culturale dell’epoca», mi risponde pronto. Certo, osservo, Manfredi ha una mentalità umanistica, quella che fa considerare ogni fenomeno nella storia del suo tempo. Ora vive ancora a Nola con la famiglia. Forse vi frequenterà  i suoi ex compagni di scuola, che, sinceramente affezionati, non lo troveranno punto cambiato, per loro è lo stesso amico di sempre; altri, invidiosetti, diranno che ha acquistato un’aria d’importanza. Ma non credo proprio meriti l’accusa. Infatti, quando gli dico che nelle scuole medie italiane è stato cancellato l’insegnamento della storia greco-romana, mi confida «Non lo sapevo». Soltanto una persona molto colta che abbia la virtù della modestia può concedersi il lusso di asserire d’ignorare qualcosa.
LA STORIA GRECOROMANA
«La scusa adottata dal Ministero è che la storia greco-romana i bambini già la studiano alle elementari- gli dico- Ma ho anche notato che gli studenti napoletani non conoscono i dati fondamentali della storia della loro città. Praticamente non sanno dove stanno». «Si potrebbe dire questo anche per altri luoghi d’Italia- mi ammonisce – non esiste solo Napoli».
Insisto: «Ho anche notato, nella maggior parte degli studenti universitari, una abissale ignoranza anche delle notizie storiche fondamentali. Non può fare qualcosa, Lei, quale presidente della Conferenza dei Rettori italiani? magari inserendo alcune domande di storia nei test di ammissione alle varie Facoltà ? ». «No. Non posso. I test li formula il Ministero».
LA FORMAZIONE IN ITALIA
Gli domando quali tra le Università  italiane siano le migliori. Mi chiede di essere precisa «In che senso? ». «Secondo il livello della produzione culturale». Ma lui, che pure ha pubblicato una novantina di saggi sulle sue ricerche «Non conta soltanto questo criterio per giudicare un Istituto universitario.- precisa- Comunque, diversamente che all’estero, dove, magari, esistono ottime Università  accanto a Università  molto scadenti, in Italia tutte le Università , anche quelle di recente formazione, si mantengono a un livello medio accettabile» .
INGEGNERE E UMANISTA
Che Manfredi sia un umanista è attestato anche dal fatto che vorrebbe dare una formazione più ampia ai suoi studenti. Lo testimoniano gli accordi che ha stipulato con la Meridiana, per i quali gli studenti della Federico II possono avere tariffe aeree agevolate («i viaggi aprono la mente»), e con il teatro San Carlo. Ma il Rettore è anche un ingegnere. Ingegneria civile. Il che, suppongo, lo abbia aiutato a possedere quella capacità  logica utile a sistemare gli istituti universitari nei vari edifici esistenti. Per esempio, ha completato lo spostamento della Facoltà di Architettura da Palazzo Gravina a via Forno Vecchio, e ha spostato a Napoli Est, a San Giovanni, un Polo di Ingegneria, come si progettava da tempo.
BREXIT E ERASMUS
Dice di avere insegnato Tecnica delle Costruzioni. E cos parliamo di archi irregolari che sostengono interi edifici e di pozzolana, la terra di Pozzuoli, usata in antico come una specie di calce. «Ma la scoperta della pozzolana non è stato un merito dei greci di Dicearchia (l’antica Pozzuoli), è stato una dono della natura», precisa il professore Manfredi. Gli domando della Brexit: «Può influenzare i viaggi di studio degli universitari all’estero e l’Erasmus?». «Non credo. Ci sarà  un impatto psicologico, questo sì, al pensiero che la Gran Bretagna non faccia più parte della Comunità  europea. Ma gli spostamenti degli studenti per ragioni di studio continueranno. Dipenderanno dagli accordi che verranno via via stipulati». Gli domando anche la ragione per cui i migliori laureati della Bocconi e della Luiss vengono facilmente assunti dalle industrie, mentre i laureati nelle Università  statali devono penare. «Anche questo- mi risponde- è più che altro un fatto psicologico. Luiss e Bocconi sono una sorta di marchio. Ma certo anche i laureati nelle Università  statali sono spesso giovani di valore».
RICERCA & MEDICINA
«Lei più volte ha sottolineato che non ci sono fondi per la ricerca ». Ancora una volta precisa «I fondi ci sono. Ma sono scarsi ». «Ma verso quale campo lei giudica opportuno indirizzare le ricerche? ». «Innanzitutto nel campo della medicina. Con l’allungamento della vita umana, ci sono molti anziani e molte malattie legate alla vecchiaia. Poi sarà  opportuno attivarsi in quelle ricerche utili alle industrie. Abbiamo bisogno di industrie, non possono, sei milioni di campani, vivere soltanto di turismo. Ora, con l’arrivo a Napoli dell’Apple, ci sono delle possibilità  di sviluppo nel campo del digitale ».
IL MONDO VIRTUALE
In proposito, racconto di aver visitato qualche giorno addietro al Mann, il Museo archeologico nazionale napoletano, una mostra di reperti archeologici, arricchita da applicazioni digitali, didascalie trasferite sui cellulari e ologrammi, verso cui i visitatori concentravano la loro attenzione, pressoché dimenticando le opere originali.
E’ un fatto che i giovani d’oggi amano le tecnologie digitali e guardano i cellulari più di quello che gli sta intorno. E’ un fenomeno che sembra via via accentuarsi. E mi viene in mente la visione catastrofica di singoli individui che guardano singoli cellulari, mentre la realtà  virtuale sostituisce quella vera che, non più guardata, si dissolve. Ma il professore Manfredi mi libera da queste pessimistiche immagini catastrofiche, facendomi osservare «Anche quando nacque la televisione si pensò che avrebbe fatto scomparire il libro e il cinema. Ma non è stato così. Anzi si può dire che sia la lettura che il cinema ne siano stati incentivati». Il nostro Rettore Magnifico è ottimista, il mondo non finirà.
E allora è stato opportuno affidare l’Università  degli Studi più antica del mondo occidentale a una persona fiduciosa nel futuro, studiosa, concreta, precisa, con una conoscenza ingegneristica e una mentalità  umanistica, dotata di grande modestia e di simpatia umana? Direi proprio di sì.
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In foto, Gaetano Manfredi e l’edificio centrale della Federico II in corso Umberto I

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