In questo particolare momento storico, mentre il mondo è piegato da un nemico invisibile che sta mietendo vittime e psicosi tra le popolazioni e a cui non è stato ancora opposta una soluzione scientifica certa di guarigione, viene fuori il vero volto della politica, dei capi di Governo, degli “uomini soli” al comando.
Cosi il presidente USA – Donald Trump – tenta di “corrompere” un’azienda tedesca per accaparrarsi, in via esclusiva, il potenziale vaccino anticoronovirus (fonte: quotidiano Die Welt), mentre l’eclettico primo ministro inglese – Boris Johnson (foto) – si inventa la cosiddetta immunità di gregge, una complessa alchimia che prevederebbe, a finale, una sorta di controllo dei contagiati: più malati più guariti. E l’assurdo invito, come una prescrizione dell’ASL, al popolo a prepararsi alla “perdita” certa di persone care.
Le due strategie hanno, evidentemente, solidi presupposti economici e una totale mancanza di pietas e di senso di umanità condivisa.
Bastano questi due esempi, poi ne verranno degli altri (Francia e Germania in primis), per poter dire che il valore umano, la solidarietà tra popoli, la valenza dei legami sociali, si ritrovano miseramente assoggettati al profitto, all’egemonia dei rapporti mondiali per la via economica. Insomma, i potenti del mondo sfoggiano tutto il loro agire nazionalistico a danno degli altri Stati, mentre l’umanità dal basso sta tentando di reagire contro qualcosa che la storia non conosceva per ampiezza e dimensione, questi pensano bene di arrivare primi ad un traguardo senza vittoria, partecipando ad una corsa senza arrivo.
Da un lato ci sono i cittadini che smarriti ma con senso di responsabilità restano chiusi in casa e tentano di rimanere vicini, cantando dai balconi, utilizzando i social per esorcizzare le proprie solitudini, e dall’altro “queste” personalità decidenti che recintano il “loro” mondo per affermare il “proprio” primato.
Questa è una guerra senza armi, dove non si spara ma si muore lo stesso, un male che in certi casi ti toglie anche l’ultimo saluto ad occhi amati, qualcosa che spezza la vita in pochi giorni. Dove si arriva alla tragica decisione di lasciar morire qualcuno per salvarne un altro.
Una malattia che mette in discussione generazioni diverse, dove nella stretta gli anziani vengono lasciati indietro per tentare di salvare le più giovani vite. Perché anche qui si creano gli incapienti.
Piuttosto che solidarizzare e compartecipare tutte le soluzioni possibili per uscire dal guado, questi due “campioni” sono divisivi e sfruttano il sentimento più comune al mondo in questo momento, come la paura, per trarne un vantaggio schifosamente profittevole. Il mondo dovrebbe provare indignazione e disgusto per queste pratiche politiche abominevoli, disegni e comportamenti che trovano forza della paura sempre più persa della gente. Quella più subdola, quella che non grida ma si nutre dentro, quella che uccide e può far morire la speranza, quella che teme per la vita.
L’auspicio è che al calar di questa emergenza mondiale si possa tracciare un nuovo confine di socialità e democrazia sostanziale, di equa normalità esistenziale e di diritti umani realmente tali per tutti.
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