Le disobbedienti/Massimo Novelli ridà luce alle donne libere nel secolo dei lumi: amanti, patriote, eroine e pensatrici

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Il lavoro di Massimo Novelli “Donne libere. Amanti, patriote, eroine e pensatrici nel secolo dei lumi” pubblicato da Interlinea trae dalle pieghe polverose del passato le figure di una galleria di donne ai più sconosciute.
Il libro si inserisce in un filone che, negli ultimi tempi, incontra sempre più estimatrici/ori: quello delle pubblicazioni dedicate a donne dei secoli scorsi che hanno rifiutato le imposizioni di modelli sociali che le vedeva costrette in spazi angusti.
Novelli scrive storie di figlie, sorelle, mogli e amanti che cercano di sopravvivere in contesti che le privavano della possibilità di scegliere per sé stesse.
Ragazze che passavano dalla tutela di un padre o fratello maggiore a quella di un marito da questi scelto per loro. Erano aristocratiche, letterate, poete, pensatrici, scienziate che poterono accedere al sapere ma anche cortigiane, popolane, streghe, donne d’armi e suore.
Ognuna combatté nel proprio spazio privato – giacché quello pubblico era di fatto interdetto alle donne salvo rare eccezioni– la battaglia per raggiungere gli obiettivi che si prefiggeva. Talvolta incontravano sul proprio cammino uomini che ne condividevano le aspirazioni e le supportavano, è il caso di padri illuminati che, riconoscendo un talento e il desiderio per gli studi, consentivano alle proprie figlie di avere una istruzione.
Le donne di cui leggiamo compirono scelte contro corrente pagando il prezzo conseguente all’aver infranto le regole sociali, andarono contro quel che le famiglie e la società si aspettavano da loro pur di seguire idee, passioni, spirito patriottico e fame di libertà.
L’autore ricostruisce delle cronache in cui intreccia fatti, notizie, accadimenti e impressioni per dar vita a un quadro contestualizzato in cui, a turno, prendono la parola diverse protagoniste. Tutte le donne di cui l’autore ripercorre la vita hanno in comune una cosa: il non essersi rassegnate a rinunciare ai propri interessi.
Ognuna elabora una strategia per ribellarsi – e anche se non riesce a vivere fino in fondo come vorrebbe – spezza la catena che la tiene legata. La storia è piena di esempi, non pervenutici, di donne che si opposero alle regole del proprio tempo e il merito dell’autore è di aver contribuito a farle conoscere.
Restituirle alla memoria è importante perché sottrae piattezza agli accadimenti restituendo varietà di comportamenti, idee e azioni non allineate e perché mostra alle nuove generazioni quante donne abbiano lottato per affermare la propria indipendenza di pensiero. La galleria di protagoniste contempla anche storie di patriote e combattenti, donne che rivendicarono uno spazio e un ruolo non soltanto nella sfera privata familiare ma anche in quello pubblico e collettivo. Un lavoro di ricerca composto da cronache che gettano luce su un passato rimasto nell’ombra, un passato che merita di esser conosciuto.
©Riproduzione riservata

IL LIBRO
Massimo Novelli,
Donne libere. Amanti, patriote, eroine e pensatrici nel secolo dei lumi, Interlinea
pagine 315
euro 18

L’AUTORE
Massimo Novelli nato nel 1955 a Torino dove vive, è scrittore e giornalista (redattore e inviato a “la Repubblica” per oltre vent’anni e poi collaboratore di “Il Fatto Quotidiano” e “Il Mattino” di Napoli). È autore di diversi libri di storia risorgimentale e napoleonica, tra cui La cambiale dei Mille e altre storie del Risorgimento per Interlinea e Vita breve e rivoluzioni perdute di Napoleone Luigi Bonaparte per Aragno. Ha curato la ristampa di opere di Giovanni Arpino, Guido Seborga e Stefano Terra, tra gli altri.

Tra le figure femminili citate nel libro:
Gabriella Falletti di Villafalletto, l’“odiosamata Signora” di Vittorio Alfieri, Maria Giovanna del Carretto, marchesa di Gorzegno, la giacobina Maria Antonia Ferreri (e tante altre).
Per saperne di più
https://www.interlinea.com/news–le-donne-libere-del-settecento-815.html

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